Un gioco d'anticipo

di Aurora Azzolini
03/02/2011
15:43
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"Proponiamo la meta ai clienti fidelizzati. Otto su dieci di loro vanno in Giappone su proposta nostra, non perché lo chiedano espressamente". Moreno Bonavigo, titolare della Richfield di Milano, vende pratiche sulla destinazione che vanno dai 4mila ai 10mila euro, conosce in prima persona il Paese e organizza periodicamente viaggi professionali con una ristretta schiera di colleghi che intende aggiornarsi.

La meta offre la possibilità di fare margini (obiettivo prezioso di questi tempi...) e, partendo da questo presupposto, l'adv gioca una partita d'anticipo, senza attendere che sia il cliente a fare la prima mossa. E anche il fattore psicologico aiuta: meglio avere ben chiaro il target a cui proporre il Giappone, quasi rigorosamente tailor made. "Il prodotto viene venduto a una clientela culturalmente alta - spiega Bonavigo -, con un'età minima di 30 anni. Il Giappone non è una meta per famiglie".

La stagione più appropriata? "Da marzo a ottobre" suggerisce l'agente di viaggi, segnalando anche una crescita di richieste per i soggiorni naturalistici nel periodo della fioritura dei ciliegi: "Abbiamo giusto una pratica in corso" riferisce.

La marcia di avvicinamento al Giappone da parte del leisure è iniziata pochi anni fa con il deprezzamento dello yen, ma ora si aggiungono altri step. "Hanno iniziato a parlare e a mettere indicazioni in inglese - dice l'adv -, ma, soprattutto, hanno un'offerta alberghiera vasta e differenziata che aiuta a costruire i pacchetti e i tour".

La conoscenza diretta della destinazione consente, inoltre, alla Richfield, di proporre itinerari insoliti. "Ci sono richieste per tour storici o religiosi, che proponiamo su nostra esperienza personale - spiega Bonavigo -. Riusciamo a vendere bene anche il prodotto in abbinamento ad altre destinazioni dell'Asia Pacifico, quali Australia o Thailandia e, in misura minore, qualche località balneare giapponese".

L'ingrediente base per la buona riuscita del viaggio? Il titolare dell'agenzia va sul sicuro: la Richfield può far conto su un corrispondente in loco. A questo si aggiunga un'assistenza in italiano.


Az, partita sui voli diretti, traffico leisure nel mirino

Una scommessa vincente l'aumento delle frequenze sul Giappone deciso da Alitalia. La compagnia, che a partire dallo scorso autunno ha portato a 18 le frequenze dalla Penisola verso Tokyo, registra riscontri positivi per le prenotazioni invernali sul Sol Levante.

Alla conclusione della prima settimana di gennaio, infatti, i passeggeri movimentati dal vettore sul Giappone erano circa 19mila. Complice, ovviamente, il fatto che Az è l'unico vettore a effettuare collegamenti diretti sulla destinazione. Gli operativi prevedono 4 frequenze settimanali da Milano e 10 frequenze da Roma verso Tokyo. Tra la Capitale e Osaka, invece, i collegamenti sono effettuati 4 volte a settimana. Tutte le rotte sono servite da Boeing 777 da 291 posti.

Sui voli con scalo nel Vecchio Continente, invece, British Airways avvierà a partire dal 19 febbraio prossimo, gli operativi su Tokyo Haneda. Il servizio verrà effettuato con Boeing 777 configurati in quattro classi. Resta, invece, alto l'interesse di All Nippon Airways per il traffico dalla nostra Penisola, da cui però attinge solo con voli in feederaggio attraverso gli hub di Monaco, Francoforte, Londra e Parigi. Proprio con il raddoppio sull'area tedesca, Ana raggiunge ora 12 città italiane, tra cui Napoli, Genova e Ancona.

Trend emergente: il kojo moe

È la tendenza del momento nel turismo giapponese. Si chiama kojo moe e si può tradurre come 'amore per le fabbriche'. È la nuova strada del turismo industriale visto con gli occhi del Sol Levante. La formula è diventata così popolare nel turismo interno che gli operatori giapponesi hanno iniziato a organizzare tour verso le piccole cittadine industriali, dove i turisti possono ammirare centrali elettriche, raffinerie di petrolio, ciminiere ancor meglio se fumanti. La notizia di questa nuova tendenza ha fatto in breve il giro del mondo, e in particolare i giornali americani si stanno interrogando su questa nuova tendenza e su cosa possa significare per la cultura giapponese preferire un viaggio alla ricerca di paesaggi industriali piuttosto che di meraviglie naturali. L'ipotesi più accreditata è una certa nostalgia per aver perso il ruolo di seconda potenza industriale del mondo, ruolo adesso occupato dalla Cina.

In treno fra i ciliegi

Un nuovo itinerario in treno per il Giappone. Va sotto il nome di 'Cherry blossom adventure' e unisce la fioritura dei ciliegi giapponesi con le città simbolo del Paese. Il tour prevede un pass da sette giorni e ha come stagionalità i mesi tra marzo e aprile.

Pubblicato il 03/02/2011

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