Sicurezza: Selvaggia Lucarelli si schiera con le agenzie di viaggi

20/03/2017
10:29
 

Nella questione delle garanzie di sicurezza per i viaggi nel mondo e delle richieste di risarcimento successive a eventi drammatici legati ad azioni terroristiche nel corso dei viaggi, si inserisce anche Selvaggia Lucarelli. L’opinionista ha pubblicato sul Fatto Quotidiano e ieri anche sulla sua pagina Facebook un lungo intervento sul tema, partendo dalla richiesta di risarcimento milionario presentato dalle famiglie delle vittime e dei sopravvissuti all’attentato del Museo del Bardo in Tunisia.  

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La Lucarelli, per una volta, si schiera con le agenzie di viaggi e i tour operator. Secondo quanto scrive, infatti, la ‘prevedibilità’ degli attentati alla quale si appellano i familiari delle vittime è difficile da dimostrare: se si dovessero, infatti, prendere come documento certo di prevedibilità degli attentati i video di minaccia dell’Isis, scrive Lucarelli “nessuno proporrà più una meta turistica a un cliente. Lo stato islamico confeziona con sapiente sadismo e con evidenti intenti propagandistici video di minaccia nei confronti di una gran quantità di Paesi e addirittura continenti”.

Nell’articolo si affronta anche il tema degli avvisi sul sito della Farnesina ‘Viaggiare Sicuri’, che alla voce Tunisia suggeriva prudenza per la crescente preoccupazione circa la situazione del Paese. “Ora – scrive Lucarelli -, basta visitare il sito per rendersi conto che ormai questa avvertenza riguarda una quantità spaventosa di Paesi, dalla Thailandia all'Indonesia, in cui gli italiani vanno in massa nonostante i frequenti attentati per poi passare alla Spagna, alla Francia e perfino l'Islanda”.

In sostanza, Lucarelli chiede a tutti i viaggiatori una maggiore responsabilità: “Non è colpa di un'agenzia di viaggi se ci propone l'Egitto e noi andiamo in Egitto per fare la foto sul cammello senza sapere che è un paese a rischio come tanti altri. Il viziaccio di deresponsabilizzarci e di delegare ad altri il dovere di essere informati lo dobbiamo perdere”. C. P.


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