Lipsia e Dresda tra mice e leisure

di Silvia De Bernardin
30/09/2013
14:06
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Fare dell’offerta Mice l’amo ben congegnato per agganciare il turismo leisure. Succede in Sassonia, dove Lipsia e Dresda guardano con interesse a questo comparto, forti di un’offerta consolidata sul fronte fiere, eventi e congressi.

È il caso soprattutto di Lipsia, la cui tradizione fieristica risale addirittura al XIII secolo. "Negli ultimi cinque anni gli arrivi sono cresciuti costantemente - spiega Hiskia Wiesner, responsabile convention di Leipzig Tourismus -. Nel 2012 i pernottamenti sono stati 2 milioni e 500mila, il 20 per cento in più sul 2011".

Il 70 per cento è legato alle fiere, ma “finalmente Lipsia inizia a essere percepita anche come meta leisure - sostiene Wiesner -. Su questo stiamo lavorando attraverso una strategia di marketing condivisa da tutti i partner locali”. Nella città di Bach e di Wagner (e della Gewandhaus Orchestra diretta dall’italiano Riccardo Chailly) è la musica il tema principale di un’offerta basata su un’articolata stagione concertistica.

Sulla varietà della proposta culturale e sul mix tra arte e scienza punta, invece, Dresda. “A differenza di Lipsia - racconta Christoph Münch, market manager per l’Italia di Dresden Marketing Board - la città non ha una tradizione fieristica, ma un’ottima vocazione incentive e congressuale, legata alle sinergie esistenti tra le aziende, i centri di ricerca e le dieci università cittadine”.

Una rete che ha fatto di Dresda una buona location Mice e che sfrutta il turismo business per fare conoscere la città a un pubblico più ampio. Il 60 per cento degli arrivi (nel 2012 in tutto 1 milione e 918mila, il 7,6 per cento in più del 2011) è già riconducibile al turismo leisure ed è proprio lì che guarda il bureau.

“L’obiettivo - spiega Münch - è farne una destinazione secca e non più un’appendice a Berlino o a Praga”. La città è ancora poco conosciuta dal mercato italiano, che pure continua a crescere (36.829 pernottamenti nel 2012, a più 8,6 per cento). “Quello italiano è per noi un bacino difficile perché molto frammentato. Un aiuto - conclude - potrebbe arrivare dal collegamento aereo diretto, che ancora manca”.

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