Il commento del direttore
Remo Vangelista
Dopo 15 mesi dalla Primavera Araba e dalle dimissioni di Mubarak, l'Egitto è pronto a votare un nuovo presidente.
Si giunge così all'epilogo di una pagina di radicale cambiamento nella storia del Paese, cominciata con i fatti di Piazza Tahrir e, sembrerebbe, ormai prossima alla conclusione. L'apertura dei seggi è prevista per le giornate di oggi e domani e in corsa vi sono 12 candidati.
Secondo fonti vicine agli ambienti elettorali, le candidature effettive sarebbero però tre; Ahmed Shafiq, militare, prima scelta di Mubarak come premier all'epoca dei primi fuochi della rivoluzione. Amr Moussa, anch'egli parte del regime Mubarak, in qualità di ex-ministro degli Esteri ed ex-presidente della Lega Araba è il secondo papabile, mentre la terza candidatura è rappresentata da Abdel-Moneim Abul-Fotouh, tra i leader dei Fratelli Musulmani, espulso dal movimento la scorsa estate.
Si attende così l'esito per una svolta definitiva verso la stabilità. Una stabilità attesa fortemente anche dai Paesi della vecchia Europa che, in Egitto, trovano le località balneari più amate dai propri turisti. Il turismo organizzato italiano, che sul Mar Rosso trova una storica roccaforte, tiene le dita incrociate, dopo le perdite a doppia cifra dell'estate 2011, e confida di tornare a vedere il segno più davanti ai dati di questa alta stagione.
Nel frattempo il barometro Omt sancisce una ripresa del Nord Africa e in particolare dell'Egitto, con un incremento del 32 per cento rispetto al primo trimestre del 2011.