Turismo, non per caso

Stefano Crugnola, Agente di viaggi, per passione

Dall'outgoing all'incoming, evoluzione naturale?

07/10/2014
11:10
 

Da qualche anno, ormai, si sente sempre più frequentemente parlare di "incoming" anche da parte di agenzie che da sempre, e magari da oltre trent'anni, si sono occupate solo di outgoing, come anche nel caso della mia agenzia.

Infatti anch'io, dopo alcuni anni di studio del settore, mi sono avvicinato all'incoming in punta di piedi ed oggi sono fermamente convinto che sia una parte determinante del futuro del nostro lavoro.

Non tutte le agenzie, anzi pochissime in relazione al numero complessivo, sono attrezzate per gestire questo tipo di lavoro e nemmeno riusciranno a gestirlo nel medio periodo, per la loro conformazione e dimensione.

Altre probabilmente non credono che questo possa o debba essere per forza l'unica prospettiva futura per restare sul mercato; anche questa è una visione comprensibile.

L'evoluzione da agenzia generalista a realtà specializzata sull'incoming in molti casi è un'evoluzione naturale; in altri potrebbe essere anche un'evoluzione obbligata per cercare di restare sul mercato dopo aver perso quello classico dell'intermediazione e dell'organizzazione, spesso sempre più nelle mani di poche grandi realtà.

Certamente le problematiche della gestione dell'incoming non sono da meno di quelle dell'outgoing (anzi...), per gli sforzi economici e di riorganizzazione interna, per la responsabilità, e molte altre cose; però ritengo che sia e che sarà un settore premiante per chi riuscirà ad organizzarsi al meglio, magari sfruttando un nuova forma di aggregazione come ad esempio quella della rete d'impresa.

Resta però il fatto che sviluppare l'incoming è una delle poche cose utili che il nostro settore può fare per aiutare l'economia della nostra grande Italia.

Se è vero che il turismo è il petrolio dell'Italia (frase sentita forse troppe volte), bisogna "estrarlo" da un terreno duro e secco da troppo tempo.

E una delle poche cose che non può essere esportata è proprio il turismo, o meglio le bellezze dell'Italia, almeno per ora...

Qui però rischierei di aprire argomentazioni che non ritengo opportuno fare, soprattutto nel primo post.


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