Turismo, non per caso

Stefano Crugnola, Agente di viaggi, per passione

Chi l'ha detto che il Turismo italiano non può essere venduto all'estero...

19/08/2015
12:39
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Una delle poche, e ultime, certezze del turismo italiano è crollata: "per fortuna i beni culturali italiani non possono essere venduti all'estero".

Da oggi non è più così. Anche se ovviamente (almeno per ora) per vedere monumenti come il Colosseo o la Torre di Pisa i turisti devono venire in Italia, da oggi una parte importante del turismo italiano è per così dire in mano straniera: sette dei più importanti musei italiani e luoghi di interesse mondiale sono gestiti da direttori stranieri.

Ecco l'elenco:
Eike Schmidt – 47 anni, storico dell’arte, tedesco, alle Gallerie degli Uffizi (Firenze)
Sylvain Bellenger – 60 anni, storico dell’arte, francese, al Museo di Capodimonte (Napoli)
James Bradburne – 59 anni, museologo e manager culturale. Nato in Canada, ma di cittadinanza britannica, alla Pinacoteca di Brera (Milano)
Cecilie Hollberg– 48 anni, storica e manager culturale, tedesca, Galleria dell’Accademia di Firenze
Peter Aufreiter – 40 anni, storico dell’arte, austriaco, alla Galleria nazionale delle Marche (Urbino)
Gabriel Zuchtriegel – 34 anni, archeologo, tedesco, al Parco archeologico di Paestum
Peter Assmann – 61 anni, storico dell’arte, austriaco, al Palazzo ducale di Mantova

A prima vista noto che Firenze è in mano tedesca... i più si ricorderanno anche la visita privata della cancelliera proprio agli Uffizi, con lo stesso premier Renzi a farle da cicerone; magari non le sarà piaciuto com'era organizzato il museo, oppure le sarà piaciuto troppo...

Battute a parte, e ovviamente non avendo nulla da obiettare - chi sono io per farlo...?! - sul valore tecnico e sull'adeguatezza delle persone nominate, mi chiedo se davvero in Italia non ci fossero altrettante persone valide alle quali assegnare la direzione di musei strategici italiani, pezzi importantissimi dei beni culturali, attrattiva forte e fondamentale per il turismo...

Se quando un'azienda italiana viene gestita da una straniera si grida subito al boicottaggio e alla svendita all'estero, allora perché non ritenere che questo potrebbe accadere anche con i musei...?

Speriamo ovviamente - e in fondo lo credo anch'io - che ciò non accada; però, se a pensar male si fà peccato ma spesso ci si azzecca... speriamo che ciò non accada davvero e che anzi queste intelligenze straniere portino il tanto auspicato beneficio a questi beni culturali di casa nostra.

Anche se un po' di soldi italiani se ne andranno all'estero per pagare, giustamente, questi personaggi...quanti al momento non è dato sapere, almeno io non lo so, mentre credo debba essere reso pubblico in modo trasparente.

Infine una considerazione sui criteri delle nomine. Usando le parole di Vittorio Sgarbi, "nomine di questo tipo e di questa importanza un ministro dei Beni culturali le fà in prima persona, assumendosene la responsabilità, non le affida a quattro commissari e al presidente della Biennale di Venezia".

Concludendo: il turismo è - può esserlo davvero - un settore, non vorrei dire l'unico, che può trainare l'Italia non solo fuori dalla crisi, ma anche farle salire la graduatoria dei Paesi più ricchi.

Speriamo che i governi (questo e i prossimi che verranno...) vogliano mettere davvero al centro della loro attività politica il turismo, non solo per la sua rilevanza economica, ma anche e soprattutto perchè è un settore che trascina con sè molti altri dell'economia e della gestione della cosa pubblica (trasporti, sicurezza - immigrazione -, interno, esteri, lavoro, ecc).

Credo che chi avrà il coraggio di fare questo non solo vincerà, ma farà vincere tutta l'Italia. Io ne sono convinto.

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