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Roberto Gentile, editore, blogger, consulente, head-hunter

Perché Costa Crociere, Msc, Royal Caribbean vanno bene, e andranno sempre meglio

05/10/2016
14:00
 

Gli unici due prodotti turistici non sostituibili dal fai-da-te sono i villaggi turistici di proprietà (tipo Club Med o Valtur) e le crociere. Su questo siamo tutti (fornitori, t.o., reti) d’accordo. Allora quali sono le prospettive dei croceristi come Costa e Msc, Royal Caribbean e Norwegian? Ottime, senza dubbio.

È l’edizione 2016 dell’Italian Cruise Watch, presentato a La Spezia in occasione dell’Italian Cruise Day, a darci un quadro aggiornato della situazione. Dopo il decennio boom d’inizio millennio, col picco di 11,5 milioni di croceristi imbarcatisi dai porti italiani nel 2011, il crollo dell’anno successivo (a seguito del naufragio della Concordia) e la ripresa del 2013, gli anni successivi sono stati altalenanti. Nel 2017 si stima un lieve calo del traffico croceristico in Italia (sia come numero di passeggeri che come toccate) per due motivi essenziali: l’instabilità del Mediterraneo (gli attentati di Parigi, i migranti dal nord Africa) e lo sviluppo delle destinazioni asiatiche. Ma parliamo sempre di 11 milioni di passeggeri (800.000 italiani) e quasi 4.800 toccate (nel 2006 erano rispettivamente 6.1 milioni e 3.668 toccate).

“Le crociere sono il motore dell’economia europea” proclama Pierfrancesco Vago, nella sua veste di chairman di Clia, l’associazione delle compagnie di crociere. Ha ragione, fosse solo per le 48 navi da crociera ordinate nei cantieri europei e i miliardi (miliardi, non milioni...) d’investimento previsti dalle compagnie citate.

Perché il mercato croceristico non può che crescere, anche sul Mediterraneo? Per tre motivi essenziali.

Perché, nonostante l’instabilità politica dei Paesi del nord Africa e vicino Oriente, il Mare Nostrum è un’area relativamente tranquilla, e quando una destinazione non va più, le navi cambiano semplicemente rotta (vedi lo switch dalla Tunisia alla Spagna, ad esempio).

Perché le attrattive turistiche dei Paesi che affacciano sul Mediterraneo, dalla Francia all’Italia alla Grecia, sono le più importanti del mondo, e continueranno ad attrarre turisti da tutto il globo, dagli affezionati americani agli orientali, cinesi in primis.

Perché, con navi sempre più grandi e sempre più cabine da riempire, se un mercato è in flessione, se ne cerca un altro: nel 2017 gli italiani rappresenteranno solo il 7,2 per cento dei passeggeri. Difficile che Costa e Msc, Royal Caribbean e Norwegian facciano tanto affidamento su di noi, per le loro vendite...


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