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Roberto Gentile, editore, blogger, consulente, head-hunter

Cerchi lavoro? Allora stai (molto) attento ai social

09/02/2017
12:10
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Una volta era più facile trovare lavoro (anche perché ce n’era molto più di oggi, ovvio). Si leggeva l’annuncio su un giornale, si compilava un bel CV (cartaceo, ovvio) e lo si mandava per posta a chi il lavoro lo offriva. Oggi chi offre lavoro è spesso schermato da società di ricerca del personale, la posta appartiene al secolo scorso e il CV (quello c’è ancora, ovvio) è molto cambiato.

Cerchi lavoro nel XXI secolo? Allora non puoi più fare a meno dei social. Ne citerò solo tre, perché YouTube, Instagram e Snapchat sono troppo inflazionati (il primo) e generazionali (i secondi).

Il profilo su LinkedIn ha praticamente sostituito il CV, per tre motivi essenziali: è accessibile da chiunque e da qualunque canale digitale; è (beh, dovrebbe essere...) costantemente aggiornato; offre molte più informazioni del CV vecchia-maniera, a cominciare da foto e contenuti. Come correttamente fatto notare dall’articolo di questa testata “mostrare è meglio di dire: è efficace caricare una presentazione o un progetto, oppure raccontare un’innovazione che si è apportata nel proprio lavoro”. Fare un po’ di storytelling personale, quindi, è meglio che indicare il voto preso alla maturità (vent’anni prima, e chissene...). Quindi, se cerchi lavoro e il tuo profilo su LinkedIn è vetusto o spoglio, peggio per te.

Poi ci sono Facebook e Whatsapp. “Ehi, cosa c’entrano?!” dirà qualcuno “FB e Whatsapp sono social personali, io ci metto quello che mi pare, comprese le foto col gatto e la maglia dell’Inter!”. Eh no, amico caro, rispondo io, che per lavoro spulcio CV, profili su LinkedIn e un’occhiata a FB devo darla per forza. Perché serve avere un buon profilo sul social di Zuckerberg? Per tre motivi: primo, se ci sei significa che lo sai maneggiare, e chi non è abituato a postare su FB farà la fine della posta cartacea. Secondo, è una vetrina dei gusti e delle passioni personali, e se io cerco un product manager che - negli ultimi 20 post sul suo profilo - non ne ha fatto manco uno su una destinazione turistica, m’insospettisco. Infine, perché posso vedere chi sono i tuoi amici: se sono coerenti col tuo profilo, bene; se non lo sono (non scendo in dettagli, ma si capisce...) allora m’insospettisco ancora di più.

Whatsapp ha ucciso gli sms e dimezzato le telefonate. Io lo uso per convocare un candidato a un colloquio, mandare un link all’HR manager che cerca un commerciale in Veneto e anche per dare buone notizie: “Caro collega, il posto è Suo! L’azienda me l’ha appena comunicato, congratulazioni!”. Quindi, non avere l’app sul proprio smartphone significa far la fine della posta, vedi sopra. E sei hai Whatsapp significa che hai caricato una foto o un’immagine sul profilo (se non l’hai fatto, allora sei ignorante digitale e ti tocca la fine della posta ecc. ecc.). Un tuo primo piano sorridente? Bene. Il Cervino innevato o un atollo alle Maldive? Ci sta. La foto del tuo cane? Così così. Un selfie con la tua fidanzata, mezzi nudi e avvinghiati? Male, malissimo. I social sono cose pubbliche, altro che privacy, quindi occhio alle foto.

Un episodio illuminante. Qualche tempo fa cercavo un responsabile di area per un’azienda informatica, condotta da un manager saggio, sensibile all’etica del lavoro e attento all’etichetta. Nella mia short-list avevo incluso una candidata assai preparata e proveniente da un’azienda leader, quindi con buone chance di essere scelta. Faccio il mio solito giro sui social e nella bacheca di FB trovo un link a un blog, dove la candidata racconta un po’ i fatti suoi. “Vabbè” mi dico ”scriverà di cucina, o di amici dell’Università, o di Sanremo: che problema c’è?”. Il problema c’era: l’ultimo post era dedicato alle donne single metropolitane, alla difficoltà di avviare relazioni e quindi alle opportunità offerte dall’uso dei dildo. Non sapete cosa sia un dildo? Male, farete la fine della posta ecc. ecc. Candidata cancellata, da quella ricerca e dal mio data-base. Per sempre.

Capito perché - se cerchi lavoro - devi (molto) stare attento ai social?

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