L'Alpitour France di Patrice Caradec: "Villaggisti prima di tutto"

Un portfolio di 30 Club entro il 2022. Sarà prima di tutto un villaggista con grandi ambizioni sul lungo raggio l’Alpitour France di Patrice Caradec, ma “complementare al Gruppo italiano”.

Così, in un’intervista a L’Echo Touristique, il presidente della divisione d’oltralpe del Gruppo di Torino svela i piani che andranno a caratterizzare il futuro dell’operatore sul mercato francese da qui ai prossimi cinque anni. La strategia è quella del "chi va piano va sano e va lontano", spiega, con l'introduzione calibrata di nuovi villaggi nel corso del quinquiennio 2017-2022, per valutare con cautela quale sia la risposta della clientela francese.

Si partirà dalla prossima stagione invernale, 2017/2018, con la commercializzazione di 7 villaggi Bravo, 4 stelle all inclusive, e di una selezione di boutique hotel B&Bravo. Si inizierà con Marocco, Cuba e Madagascar per raggiungere il primo traguardo di 30mila passeggeri e un di un giro di affari di 34 milioni di euro.

Il lungo periodo
Poi si penserà all'espansione del portfolio, che, se tutto andrà per il meglio, nel 2022 sarà composto di 30 villaggi, portando le attenzioni dell'operatore su nuove destinazioni long haul, ancora inesplorate. Al fianco del presidente e amministratore delegato del Gruppo, Gabriele Burgio, e del direttore marketing della divisione, Romaric Bau, Caradec punta a grandi numeri, sperando di arrivare al 2022 con un volume di vendite di 120 milioni di euro e 100mila clienti.

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