TTG Day,
turismo e follia
Il racconto
della giornata

La follia e il coraggio nelle scelte di tutti i giorni, nella vita personale e, di riflesso, anche in quella imprenditoriale. Questo il filo conduttore che ha guidato la seconda edizione del TTG Day, dedicata appunto a “Il tempo del pensiero folle - Una giornata fra razionalità e irrazionalità per innovatori d’impresa”.

Un evento che ha voluto offrire qualcosa di nuovo e di diverso alla platea di manager e imprenditori del settore, facendo salire sul palco relatori insoliti per il travel, offrendo una prospettiva nuova a tutto il mercato.

Il presidente di Ieg, Maurizio Ermeti, coglie lo spunto dell’apertura non convenzionale affidata all’arpista Kety Fusco, che ha appena calcato il palco dell’Ariston, per annunciare: “Oggi è il nostro Sanremo del turismo”.

Agganciandosi al tema della giornata, il presidente aggiunge: “Coraggio di provare a innovare il mestiere? Follia? Decidete voi. All’industria turistica serve passione come la nostra. Noi siamo diventati un catalizzatore di comunità che scrive progetti insieme alle proprie community industriali”.

La parola passa poi al teologo Vito Mancuso, che affronta il tema della follia creativa tra coraggio e paura, con una tesi precisa: “Per avere una creatività imprenditoriale, occorre avere creatività esistenziale, per accorgersi delle paure che ci sono dentro ciascuno di noi, elaborarle e trasformandole in coraggio”. E chiarisce: “La cosa più preziosa che abbiamo è il bene dell’intelletto. Non c’è cosa più preziosa. La follia come demenza è da scongiurare, noi per per follia intendiamo la disposizione caotica della mente di cui Erasmo da Rotterdam fece l’elogio”.

Orgoglio e identità è invece il modo in cui il giornalista e scrittore Stefano Ferri decide di declinare il tema portante. L'argomento viene affrontato parlando dell'evoluzione della moda, con una carrellata degli abiti da uomo nella storia, dalle toghe latine fino al Rinascimento. E a proposito del turismo aggiunge: “Questo vive d’identità, nei posti in cui io vado da viaggiatore mi piacerebbe tanto vedere l’identità del luogo. Purtroppo negli alberghi trovi solo divise tutte uguali, quelle dei concierge che sembrano fermi all’Ottocento. In Malesia è normale avere la gonna maschile, il Sarong. Allora perché non si sconfina verso queste espressioni di identità? Facciamo cadere i muri, facciamo degli alberghi che si definiscano attraverso l’identità dei luoghi”.

Ospitalità a confronto

Il primo talk della giornata vede protagonisti Michil Costa, managing director & owner Hotel La Perla, Corvara & Hotel La Posta, Bagno Vignoni, Filippo Ribacchi, presidente e socio BZAR Hotel e Alessandro Riva, critico d'arte, curatore Galleria Vik Milano, moderati dal giornalista Claudio Calì.

Costa parla del valore aggiunto delle sue strutture, di ospiti, di casa: “Provo a essere l’albergatore che ha bisogno degli ospiti, non a fare l’albergatore. Il cliente va educato affinché si trasformi in ospite e per farlo c’è bisogno di fargli capire che viene in vacanza per portarsi appresso pezzi di umanità o di identità“.

Ribacchi spiega così la filosofia della sua impresa: “Abbiamo fatto una scelta, rimarcare la tradizione italiana. Senza andar a standardizzare in maniera ‘noiosa’, siamo andati a puntare su alcuni standard a livello di servizi che vengono offerti all’ospite.

Riva, invece, pone al centro lo 'stupore': “Puntiamo molto su questo concetto e il tema di questa giornata è in linea con la nostra vision: il pensiero folle ha molto a che fare con il concept alla base della Galleria Vik”.

Ultimo intervento della mattinata, quello di Barbara Valentini, co-founder HR Intelligence ed esperta di Trasformazione Digitale, che affronta l'attualissimo tema dell'Intelligenza Artificiale. “L’IA - spiega - è la capacità di eseguire compiti normalmente associati alle persone, come comprendere il linguaggio naturale”. Ma, avverte, “dobbiamo ricordarci che non è umana e che può sbagliare. Inoltre è costruita su algoritmi, non è neutrale. Ci dà risposte che possono essere sbagliate e che sono parziali, arrivano da un’opinione di parte”. La grande sfida, dunque, “è non diventare dipendenti dall’Intelligenza artificiale”.

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La parola al lusso

I lavori riprendono al pomeriggio con ‘Luxury in transition’, il punto sul settore del lusso, curato da Claudia D’Arpizio, senior partner e responsabile globale Moda Lusso di Bain & Company.

“Il mercato del lusso vale 1,5 trilioni di euro - spiega -, un mercato che noi consideriamo unico tra prodotti, esperienze e turismo. Un settore che è triplicato negli ultimi trent’anni grazie alla crescita della ricchezza personale nel mondo e alla grande crescita di Paesi come la Cina, che ha generato una nuova classe alta con voglia di migliorare la qualità della vita”.

D’Arpizio sottolinea inoltre: “Nell’ultimo anno segnaliamo una stagnazione dei prodotti, soprattutto dei beni personali di lusso e invece una forte ripresa dei consumi esperienziali”.

Il secondo talk della giornata, Luxury Hospitality’, vede salire sul palco Davide Bertilaccio, ceo Villa d’Este Hotel, Luigi Caterino, founder & ceo The Longevity Suite, e Simone Giorgi, general manager Park Hyatt Milano.

Caterino, nel suo intervento, evidenzia come “nel mondo del wellness, lusso è privilegio, avere la libertà di scegliere le cose importanti e prenderci il tempo per le cose importanti (salute, qualità della vita). Lusso è libertà di scegliere di vivere al meglio delle nostre possibilità”. La parola passa poi a Bertilaccio, secondo cui quello tra lusso e sviluppo d'impresa “è un rapporto sinergico”. E prosegue: “Villa d’Este rappresenta tantissimo per la comunità, il prestigio attira investitori, imprenditori. Noi siamo attenti alla responsabilità sociale. Villa d’Este prima di Clooney ha posizionato il lago sulla mappa del turismo, la vivo come grande responsabilità. Siamo faro illuminante sulla destinazione”.

Giorgi evidenzia invece il tema della crescita del personale, soprattutto per quanto riguarda il miglioramento dell'esperienza lavorativa. Un obiettivo che si raggiunge “Creando ambienti sereni, lavorando sulla squadra. Attenzione alla meritocrazia, alla formazione: ogni dipendente deve diventare un membro importante della famiglia. Abbiamo un bassissimo turnover di dipendenti rispetto alla media degli hotel di lusso di Milano. Questo crea un ambiente di fiducia e di prospettiva”.

TTG Monitor

Durante la giornata c'è anche spazio per presentare i risultati di TTG Monitor, la survey effettuata da TTG sull’analisi dei comportamenti e delle abitudini di consumo dei viaggiatori. Tra i dati principali, quelli sulla percezione della Penisola. Il 70% dei buyer esteri afferma che l’Italia è competitiva, soprattutto per lo shopping. Per quanto riguarda i trasporti, invece, il miglior rapporto qualità/prezzo è per quelli ferroviari. Inoltre il valore dell’esperienza è preponderante rispetto alla scelta della meta, come conferma il 57% dei buyer esteri.

Sul palco salgono poi Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, e Franco Gattinoni, presidente di Fto.

L'intervento di Gattinoni affronta il tema della segmentazione dell'offerta, partendo da una constatazione: “I clienti cercano esperienze, emozioni, è necessario soddisfare richieste all’insegna della personalizzazione”.

Il presidente di Fto prosegue: “Anni fa si vendevano viaggi a pacchetto, oggi il cliente deve essere conosciuto, per capire cosa vuole. Occorre segmentare l’offerta, per età anagrafica ma anche per interessi, e occorre conoscere le esigenze cliente”.

Ezhaya pone l'accento su come sia cambiati “i parametri”. E chiarisce: “Dal parlare del ‘dove’, adesso si parla del ‘come’. Occorre entrare in contatto con il territorio, un formidabile potenziatore per dare più lustro e sostanza al lavoro che sappiamo fare meglio”.

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Valore al tempo

Al termine del talk, la parola passa ad Alessandra Priante, presidente di Enit Spa.

“Il 2024 è stato un anno intenso, duro - tira le somme -. Ci siamo trasformati in Spa, ma il nostro core business resta molto semplice: promuovere l’Italia all’estero. Un lavoro facile, questo, ma meno facile è cambiare il modo di lavorare che abbiamo in Italia. Usiamo spesso la frase ‘fare sistema’: vuol dire imparare a lavorare insieme, un gioco in cui ognuno fa la sua parte. Ancora non lo abbiamo imparato. L’urgenza prima è lavorare insieme sul serio, non abbiamo scuse, ci sono tutti gli ingredienti”.

Anche il ministro del Turismo Daniela Santanchè non ha voluto mancare all'appuntamento, con un intervento in video, durante il quale ha sottolineato: “Stiamo vivendo una giornata fra razionalità e irrazionalità, ed è quello che vivono i veri innovatori d’impresa. Gli imprenditori pensano sempre che domani possa esserci la crescita, e di questo vi ringrazio stiamo vivendo un periodo storico difficile: dobbiamo mettere insieme razionalità e irrazionalità per uscirne bene”.

La conclusione dei lavori spetta a Gloria Armiri, Group Exhibition Manager Tourism & Hospitality Division di IEG, che ha stilato un bilancio della preziosa giornata di formazione e ispirazione: “Abbiamo parlato dell’importanza del tempo, per questo spero che il tempo investito con noi sia stato di valore. Ci tengo a evidenziare l’aspetto del cuore, il turismo è, infatti, human touch. Un atto di generosità, quello fatto dagli speaker a IEG, per una giornata coraggiosa, un po’ folle che ha voluto aprire le menti, invitando sul palco personaggi che non vediamo in altre manifestazioni”.

E conclude: “Vogliamo essere innovativi e dare sempre stimoli freschi a un settore che dev’essere più evolutivo rispetto a quello che è stato fino a oggi”.

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