Il mondo di TTG Travel Experience e InOut| The Hospitality Community si dà appuntamento oggi a Milano per la seconda edizione del TTG Day dedicata a “Il tempo del pensiero folle - Una giornata fra razionalità e irrazionalità per innovatori d’impresa”. Sul palco alcuni tra i principali attori del turismo e dell’ospitalità, ma anche esperti extrasettore, in un alternarsi di momenti ispirazionali e talk.
Un format inusuale per il comparto, un evento che ha l’obiettivo di offrire agli imprenditori e ai manager spunti di riflessione e case history utili per immaginare una nuova etica d’impresa e anche nuovi possibili bilanciamenti fra razionalità e irrazionalità. Per poter restare al passo con una domanda in profonda trasformazione che, soprattutto sul fronte dell’hospitality, non si accontenta più dei cliché del passato.
Per l’occasione TTG Italia ha raccontato l’evento in diretta:
16:00 - Termina qui la diretta di TTG Italia. Grazie per averci seguito!
15:55 - TTG Day si chiude con le note di Kety Fusco. Il prossimo appuntamento è a TTG Travel Experience, dall’8 al 10 ottobre, a Rimini.
15:50 - Sul palco ora Gloria Armiri, Group Exhibition Manager Tourism & Hospitality Division di IEG: “Abbiamo parlato dell’importanza del tempo, per questo spero che il tempo investito con noi sia stato di valore. Ci tengo a evidenziare l’aspetto del cuore, il turismo è, infatti, human touch. Un atto di generosità, quello fatto dagli speaker a IEG , per una giornata coraggiosa, un pofolle che ha voluto aprire le menti, invitando sul palco personaggi che non vediamo in altre manifestazioni. Vogliamo essere innovativi e dare sempre stimoli freschi a un settore che dev’essere più evolutivo rispetto a quello che è stato fino a oggi. Ringrazio la mia azienda che non limita la volontà di fare cose coraggiose”.
15:44 - Il ministro invita a “essere orgogliosi di essere italiani: siamo capaci di spingerci oltre, sapendo immaginare, avendo una visione. Le sfide che abbiamo davanti a noi hanno bisogno di coraggio”.
15:40 - Santanchè sull’IA: ”Ci sta venendo incontro in maniera molto più veloce di quello che pensiamo: dobbiamo avere la capacità di vederla come un’opportunità, mettendo al centro l’uomo. Con questo approccio e senza paura possiamo migliorare le performance, la gestione dei flussi. IA ci può aiutare a far diventare l’Italia una destinazione di qualità e non di quantità”.
15:35 - Interviene in video il ministro del Turismo, Daniela Santanchè: “Stiamo vivendo una giornata fra razionalità e irrazionalità, ed è quello che vivono i veri innovatori d’impresa. Gli imprenditori pensano sempre che domani possa esserci la crescita, e di questo vi ringrazio stiamo vivendo un periodo storico difficile: dobbiamo mettere insieme razionalità e irrazionalità per uscirne bene. L’imprenditoria ha queste capacità. Nell’essere umano grazie a Dio non c’è solo razionalità. Essere imprenditore è anche un’arte: il momento della pandemia ha reso gli imprenditori protagonisti della resilienza e della creatività”.
15:31 - Priante chiude: “Le leve emotive sono diventate infinite, quello che dobbiamo fare è avere una proiezione ampia, essere consapevoli che la gente viene in Italia per sentirsi italiana, vuole camminare in piazza, alzare gli occhi e sentire un’apertura del cuore. Abbiamo la necessità di andare oltre tutto ciò che abbiamo già fatto, noi di Enit siamo disponibili ad accompagnarvi perché senza il settore privato italiano non avremmo raggiunto i giganteschi risultati ottenuti”.
15:30 - Sull’Intelligenza artificiale, la presidente di Enit afferma: “Ci può aiutare per avere capacità predittive. Non credo invece all’IA che sostituisce il piacere del contatto personale; il turismo inizia dai primi contatti del viaggiatore con le persone che incontra già all’arrivo. La maggior parte delle persone viaggia per avere un’esperienza, non c’è più il viaggio della destinazione, quello che si cerca è la motivazione”.
15:25 - Priante continua: “Seconda urgenza è quella di comunicare la bellezza di lavorare nel turismo. I ragazzi non considerano il turismo una carriera, non gli si offrono o non gli si comunicano le bellezze che sono state descritte nei panel precedenti. Con la Luiss - annuncia - creeremo una scuola di tourism management in inglese, bisogna rivolgerci alle nuove generazioni, ai giovani europei, ma anche ai turisti long haul giovani. Allo stesso modo dobbiamo essere proiettati verso coloro che costituiscono il turismo, il turismo senza la persona non esiste”.
15:23 - È il turno di Alessandra Priante, presidente di Enit Spa: “Il 2024 è stato un anno intenso, duro. Ci siamo trasformati in Spa, ma il nostro core business resta molto semplice: promuovere l’Italia all’estero. Un lavoro facile, questo, ma meno facile è cambiare il modo di lavorare che abbiamo in Italia. Usiamo spesso la frase ‘fare sistema’: vuol dire imparare a lavorare insieme, un gioco in cui ognuno fa la sua parte. Ancora non lo abbiamo imparato. L’urgenza prima è lavorare insieme sul serio, non abbiamo scuse, ci sono tutti gli ingredienti”.
15:20 - “In Italia manca uno standard servizio di qualità generalizzato. All’estero è diverso e per chi ci guarda da fuori è difficilmente comprensibile”, rimanca Ezhaya. Secondo il numero uno di Fto, Franco Gattinoni “viviamo in un Paese folle, senza cabina di regia, con 20 regioni che vanno per la loro strada. Abbiamo una miniera ma non riusciamo a fare squadra. Anche le low cost, che io chiamo low service, non cooperano con il turismo. Occorrono strategie condivise e un prodotto tarato sulla domanda. A noi manca molto la fascia media; nel mondo si è alzata ma in Italia è stata distrutta”.
15:18 - Gattinoni sottolinea che “mai come oggi serve un consulente, un personal voyager che sia pronto ad assistere la clientela che oggi richiede servizi. L’innovazione costa, le startup spesso sono destinate a fallire, ma bisogna mettere a terra progetti che abbiano senso e che siano supportate da un investimento corretto. Occorre stare attenti, innovare, ma con i piedi per terra”.
15:16 - Il presidente di Astoi sull’IA: “Aziende più grandi si sono attrezzate per una transizione teconlogica che utilizzi i nuovi mezzi, ma le aziende più piccole vanno accompagnate. Come Astoi stiamo dialogando con iil ministero per accompagnare tutte le realtà nella transizione”.
15:13 - Ezhaya spiega che “sono cambiati i parametri. Dal parlare del ‘dove’, adesso si parla del ‘come’. Occorre entrare in contatto con il territorio, un formidabile potenziatore per dare più lustro e sostanza al lavoro che sappiamo fare meglio”. Serve anche “tanta formazione e sapersi spendere”, aggiunge Gattinoni.
15:12 - Gattinoni: “I clienti cercano esperienze, emozioni, è necessario soddisfare richieste all’insegna della personalizzazione. Anni fa si vendevano viaggi a pacchetto, oggi il cliente deve essere conosciuto, per capire cosa vuole. Occorre segmentare offerta, come età anagrafica ma anche come interessi e occorre conoscere le esigenze cliente. Gli agenti di viaggi hanno un’opportunità di contatto one-to-one che non va sprecata, ma si possono utilizzare anche aiuti dalla tecnologia, per comprendere le esigenze”.
15:10 - Salgono sul palco Pier Ezhaya, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, e Franco Gattinoni, presidente di Fto.
15:06 - Italiani e stranieri chiedono hotel con ambienti fuori dagli standard. Rispetto alla quantità di esperienze offerte gli italiani preferiscono poche proposte, ma mirate alla conoscenza dei luoghi. Cresce anche il valore dato al viaggio come esperienza trasformativa, riscoperta interiore e spirituale. Aumenta anche la domanda di viaggi legati al mondo del cinema, alle letture, alle saghe e alle leggende. Il 72% dei buyer esteri e il 50% degli italiani segnala poi un aumento della richiesta per i viaggi multigenerazionali.
15:05 - Un breve video presenta i risultati di TTG Monitor, la survey effettuata da TTG sull’analisi dei comportamenti e delle abitudini di consumo dei viaggiatori. Sul fronte della competitività il 70% dei buyer esteri dice che l’Italia è competitiva. Secondo i buyer stranieri soprattutto per lo shopping. Per quanto riguarda i trasporti, invece, il miglior rapporto qualità/prezzo è per quelli ferroviari. Il valore dell’esperienza è preponderante rispetto alla scelta della meta, il 57% dei buyer esteri lo conferma.
14:50 - Sul rapporto coni collaboratori Bertilaccio racconta che “siamo cresciuti all’interno degli hotel, abbiamo fatto tutti i reparti. Abbiamo imparato tutto quello che non andrebbe fatto in un hotel. Bisogna trovare i talenti e trattenerli. Non li trattieni con gli stipendi, ma con un rapporto vero, genuino, e spingendo le persone alla crescita. Hotel come Villa d’Este sono unici al mondo: abbiamo festeggiato 50 anni di una collaboratrice. Mai trovato un’azienda con questa loyalty”
14:45 - Come migliorare l’esperienza lavorativa e la crescita del personale? Giorgi: “Creando ambienti sereni, lavorando sulla squadra. Attenzione alla meritocrazia, alla formazione: ogni dipendente deve diventare un membro importante della famiglia. Abbiamo un bassissimo turnover di dipendenti rispetto alla media degli hotel di lusso di Milano. Questo crea un ambiente di fiducia e di prospettiva
14:41 - Caterino sul wellbeing: “Adesso si chiama Healtness. Il weelbeing si sta spostando sul concetto di salute. Noi come Longevity Suite stiamo andando nel mondo dell’hospitality perché c’è grande richiesta. Gli ospiti cercano esperienze science back. Stiamo portando nell’hospitality non solo trattamenti, ma studio sul modo di dormire, sul modo di mangiare. La scienza dà la possibilità di invecchiare meno-
14:40 - Coniugare lusso e sviluppo di impresa. Bertilaccio: “È un rapporto sinergico. Villa d’Este rappresenta tantissimo per la comunità, il prestigio attira investitori, imprenditori. Noi siamo attenti alla responsabilità sociale. Villa d’Este prima di Clooney ha posizionato il lago sulla mappa del turismo, la vivo come grande responsabilità. Siamo faro illuminante sulla destinazione”
14:38 - Caterino: “Nel mondo del wellness, lusso è privilegio, avere la libertà di scegliere le cose importanti e prenderci il tempo per le cose importanti (salute, qualità della vita). Lusso è libertà di scegliere di vivere al meglio delle nostre possibilità”.
14:36 - Una definizione di lusso? Per Bertilaccio “lusso è un grande stato di comodo e comfort caratterizzato da utilizzo di beni e servizi costosi, non necessari, ma che danno sensazione di benessere”; mentre per Giorgi “è autenticità, sempre di più ospiti ricercano esperienze autentiche, qualcosa che li possa rendere autentici, qualcosa di unico”.
14:35 - Si apre il talk ‘Luxury Hospitality’. Sul palco Davide Bertilaccio, ceo Villa d’Este Hotel, Luigi Caterino, founder & ceo The Longevity Suite, e Simone Giorgi, general manager Park Hyatt Milano.
14:30 - Le previsioni? “Ci aspettiamo nel 2030 2,5 trillioni dal mercato del lusso, quindi crescerà ancora con il turismo a guidare - continua D’Arpizio -: 300 milioni di consumatori in più, di cui 20 milioni dall’America Latina, 15 milioni dall’India, altrettanti dal Sud-Est asiatico. I numeri dei consumatori saranno più o meno gli stessi, ma come li vogliamo servire? Solo il top della piramide o anche la middle class? Bisogna ridefinire il posizionamento delle aziende del lusso e quali sono i loro clienti. Bisogna definire cosa sia il lusso, questo è il momento delle domande strategiche”.
14:24 - Nei prossimi anni i nuovi mercati cresceranno molto. Ci saranno 300 milioni di nuovi consumatori e in parte verranno dalla Cina, ma il resto verrà da Vietnam, Filippine, India e Messico, dove ci si aspetta una grandissima crescita. Ci sarà dunque una dispersione di posti che dovranno essere serviti con un modello di business più frammentato.
14:05 - D’Arpizio: “Il mercato del lusso vale 1,5 trilioni di euro, un mercato che noi consideriamo unico tra prodotti, esperienze e turismo. Un settore che è triplicato negli ultimi trent’anni grazie alla crescita della ricchezza personale nel mondo e alla grande crescita di Paesi come la Cina, che ha generato una nuova classe alta con voglia di migliorare la qualità della vita. Nell’ultimo anno - precisa - segnaliamo una stagnazione dei prodotti, soprattutto dei beni personali di lusso e invece una forte ripresa dei consumi esperienziali”.
14:00 - Riprendono i lavori con ‘Luxury in transition’, il punto sul settore del lusso, curato da Claudia D’Arpizio, senior partner e responsabile globale Moda Lusso di Bain & Company.
12:50 - È il momento del lunch break. TTG Day e la diretta di TTG Italia riprendono dopo la pausa.
12:48 - Chiude Valentini: “Il rischio è solo per tutti i pezzi di mestieri dove l’essere umano decide di non aggiungere valore. L’Intelligenza artificiale abbassa il livello medio di qualità, ma le idee si riconoscono, dietro l’Intelligenza artificiale non ci sono idee, ma rielaborazioni”.
12: 47 - “L’IA rischia di generare dipendenza e più lo fa più smettiamo di pensare. L’Intelligenza articificiale plasma l’intelligenza umana e noi ci adagiamo, il nostro cervello si plasma, dobbiamo allenarlo a non farlo perché la tentazione è enorme ma il rischio è l’appiattimento delle idee, del valore aggiunto. Dobbiamo prenderci un tempo di pensiero senza pc per pensare in maniera diversa, per dar vita allo spazio di creatività. E così dobbiamo fare per i nostri collaboratori”.
12:40 - “L’Intelligenza artificiale - prosegue Valentini - sa molto più di noi in termini nozionistici e di analisi, noi dobbiamo allenare invece le competenze tecniche che ci posizionano dall’altra parte della barricata, dalla parte di coloro che decidono come indirizzare l’IA, non dalla parte degli utenti, bensì da quella dei programmatori. Noi dobbiamo allenare le competenze di creatività e pensiero critico, dobbiamo allenarci a farci e a fare domande, non ad avere risposte. La domanda diventa l’elemento potente. Per fare domande specifiche all’IA dobbiamo avere competenze. E poi dobbiamo sapere come diffidare, restare dubbiosi, mettere in discussione le risposte”.
12:38 - “La grande sfida - continua Valentini - è non diventare dipendenti dall’Intelligenza artificiale. L’IA fa veloce e fa bene, da qui nasce la paura di essere sostituiti. Questo il vero punto: dobbiamo smettere di essere braccia pensanti della rivoluzione industriale e tornare ad allenare la nostra creatività, il nostro pensiero critico. L’IA simula la creatività, ma non è creativa”.
12:35 - Valentini spiega che “l’IA è la capacità di eseguire compiti normalmente associati alle persone, come comprendere il linguaggio naturale. Quest’ultimo punto ne ha fatto un argomento di conversazione comune. La sola interazione con l’IA ci fa pensare che abbiamo che fare con un essere senziente e ci comportiamo di conseguenza. Ma non è vero: l’IA è uno strumento che ha un’estetica di relazione che ci induce a pensare che ci sia qualcuno dall’altra parte. Dobbiamo ricordarci che non è umana e che può sbagliare. Inoltre è costruita su algoritmi, non è neutrale. Ci dà risposte che possono essere sbagliate e che sono parziali, arrivano da un’opinione di parte”.
12:30 - Sale sul palco Barbara Valentini, co-founder HR Intelligence ed esperta di Trasformazione Digitale, che analizzerà come l’IA possa essere usata in modo consapevole
12:27 - Riva chiude: “Il fattore tempo è fondamentale per lo slow tourism. Ma serve anche presidiare la qualità dell’esperienza. Il soggiorno deve essere meno standardizzato possibile e in quest’ottica la formazione del personale è fondamentale. Nella nostra struttura raccontiamo gli artisti non solo agli ospiti, ma anche al personale. Le opere d’arte dell’hotel vengono costantemente cambiate e si rende necessario quindi un dialogo costante. Fondamentali anche innovazione e sostenibilità, per offrire un’informazione capillare che garantisca un’esperienza unica”.
12:25 - “Roma e Venezia hanno il problema del tessuto sociale - aggiunge Ribacchi - bisogna far rivivere l’artigianalità, scegliere attentamente i fornitori, riprendere in mano le proprie eccellenze”. E prosegue: “Dobbiamo capire che il motore di questo Paese è l’arte, dobbiamo ‘spettacolarizzare’ tutto questo, il turista che arriva da noi deve fermarsi il più possibile, non è possibile che il soggiorno medio a Roma sia 1,15 giorni. Dobbiamo istruire i receptionist: oggi spesso non sanno nulla dei monumenti o degli eventi. Il futuro della reception lo vedo senza computer, perché chi lavora conosce il territorio, la città e gli appuntamenti. Solo così riusciremo a preservare il nostro patrimonio culturale”.
12:20 - Riva, critico d’arte e curatore Galleria Vik Milano: “C’è ancora spazio per lo stupore. Puntiamo molto su questo concetto e il tema di questa giornata è in linea con la nostra vision: il pensiero folle ha molto a che fare con il concept alla base della Galleria Vik. La pazzia era alla base dell’idea di rendere un hotel particolare in un contesto nuovo, portando dentro l’albergo la migliore arte. Ci siamo riusciti: in ogni camera diversi artisti hanno creato opere e addirittura posto il proprio nome sulla porta creando una stanza ad hoc. Un mix nuovo, che ha creato stupore nell’ospite. Il riscontro ottenuto è stato molto positivo; molti clienti tornano e vogliono soggiornare nella stessa stanza o provarne di nuove, per rivivere ogni volta uno stupore nuovo”
12:10 - Ribacchi, presidente BZAR Hotels, spiega la filosofia della sua impresa: “Abbiamo fatto una scelta, rimarcare la tradizione italiana. Senza andar a standardizzare in maniera ‘noiosa’, siamo andati a puntare su alcuni standard a livello di servizi che vengono offerti all’ospite. Le esperienze devono rimarcare la cultura italiana, con experience manager a disposizione gratuitamente per seguire percorsi durante il soggiorno. Questo perché la permanenza sia un viaggio inteso come esperienza. Un modo per pensare al turismo della new generation, con un rispetto delle tradizioni e dei luoghi”.
12:07 - Costa parla del valore aggiunto delle sue strutture, di ospiti, di casa: “Provo a essere l’albergatore che ha bisogno degli ospiti, non a fare l’albergatore. Il cliente va educato affinché si trasformi in ospite e per farlo c’è bisogno di fargli capire che viene in vacanza per portarsi appresso pezzi di umanità o di identità. Bisogna educare i nostri collaboratori, io voglio che l’ospite quando viene da noi il 27 gennaio sappia che quello è il Giorno della Memoria. Il lusso vero - aggiunge - è dato da tempo, spazio, tranquillità e conoscenza”.
12:05 - Michil Costa, Filippo Ribacchi e Alessandro Riva salgono sul palco per il primo talk della giornata: ‘Hotellerie: la ‘follia’ che rende unici’.
12:04 - Arrivando al turismo, continua Ferri, “questo vive d’identità, nei posti in cui io vado da viaggiatore mi piacerebbe tanto vedere l’identità del luogo. Purtroppo negli alberghi trovi solo divise tutte uguali, quelle dei concierge che sembrano fermi all’Ottocento. In Malesia è normale avere la gonna maschile, il Sarong. Allora perché non si sconfina verso queste espressioni di identità? Facciamo cadere i muri, facciamo degli alberghi che si definiscano attraverso l’identità dei luoghi”.
11:59 - Poi cosa è successo? “La rivoluzione industriale, poi la rivoluzione francese, intimamente legata a quella industriale. Il vero messaggio dei giacobini era che con le industrie si poteva diventare ricchi. Fino a tutto il ‘900 questa si è dimostrata una profezia vera. Gli uomini, eccitati dalla prospettiva di svincolarsi dalla miseria, fecero il ‘grande baratto’, la grande rinuncia maschile. Presero le donne, lasciarono loro tutti gli orpelli, i profumi, i velluti, ma in cambio le donne dovevano lasciare loro la carriera”.
11:47 - Sale sul palco Stefano Ferri per parlare di orgoglio e identità. “Dove si parla di follia - esordisce scherzando - è raro che manchi. Parto da un dato di cui sono esperto: gli abiti”. E fa una carrellata degli abiti da uomo nella storia, dalle toghe alle ‘minigonne’ con calzamaglia nel Rinascimento. Per arrivare a Cavour, con la sua posa dinoccolata in una fotografia d’epoca.
11:45 - “Auguro a tutti voi - conclude Mancuso - di avere un pensiero folle, creativo, capace di conoscere le paure, che parta dal cuore e che torni al cuore”.
11:43 - Si avvia alla conclusione l’intervento di Mancuso. “La nostra identità più vera - spiega - è data dalla nostra paura e dal nostro coraggio nella misura in cui entrambi vengono conosciuti ed elaborati. Un essere umano è il suo desiderio, la sua aspirazione. Quando si ha creatività esistenziale viene fuori anche la creatività imprenditoriale, le due cose non sono slegate”.
11:35 - Mancuso ci spiega che “il coraggio è una virtù, le virtù sono forze, energia psichica - o anima, come si vuole -, energia libera che può essere un pensiero che costituisce la spina dorsale di un essere umano. Da Cor - aggio: ‘Cor’, ossia cuore; ‘aggio’ è il suffisso preso dal latino ‘ago-agere’, faccio-fare. Il coraggio è l’azione del cuore, non è il contrario della paura il coraggio. La paura è un messaggio della mente, poi occorre elaborarla e quando la si elabora con il cuore si ha coraggio”.
11:27 - “La creatività - continua Mancuso - anche imprenditoriale deriva dalla conoscenza delle proprie paure e dalla capacità di trasformarle in coraggio”.
11:25 - Mancuso parla della paura: “È un’emozione, il coraggio, una virtù. La paura viene quando vuole lei, il coraggio arriva quando lo si coltiva, lo si chiama. La paura è un’emozione, da ‘e – moveo’, mi smuove, è una tempesta che si smuove. Sono sei le emozioni universali, provate da ogni essere umano: la prima è la paura, poi secondo i neuroscienziati ci sono rabbia, tristezza, felicità, disgusto e sorpresa”.
11:20 - Mancuso continua: “La cosa più preziosa che abbiamo è il bene dell’intelletto. Non c’è cosa più preziosa. La follia come demenza è da scongiurare, noi per per follia intendiamo la disposizione caotica della mente di cui Erasmo da Rotterdam fece l’elogio. La persona, che mentre tutti sono nel gregge ne esce, viene scambiata sempre un po’ per pazza, nessuno le crede, eppure le grandi intuizioni arrivano così”.
11:15 - Mancuso: “Le altre due parole: creatività e responsabilità. La creatività va messa al servizio della responsabilità, altrimenti fallisce. La creatività ha successo nella misura in cui è responsabile”.
11:10 - Mancuso: “Essere umani significa essere liberi. Quando e come si riconosce la libertà? Tre parole: consapevolezza, creatività e responsabilità. L’essere umano è libero quando è consapevole, se non c’è intelligenza non c’è niente”.
11:05 - Sale sul palco Vito Mancuso, che ci racconterà della follia creativa tra coraggio e paura: “La tesi che sosterrò è che, per avere una creatività imprenditoriale, occorre avere creatività esistenziale, per accorgersi delle paure che ci sono dentro ciascuno di noi, elaborarle e trasformandole in coraggio”.
11:00 - Ermeti: “Coraggio di provare a innovare il mestiere? Follia? Decidete voi. All’industria turistica serve passione come la nostra. Noi siamo diventati un catalizzatore di comunità che scrive progetti insieme alle proprie community industriali”.
10:55 - Ermeti: “Voi potreste chiedermi: ‘Chi sete voi di IEG? Con quale esperienza componete un tema così dirompente come quello della follia? Noi nasciamo a Rimini, che fino a 10-15 anni fa da ottobre a maggio non era certo l’ombelico d’Italia. Abbiamo fatto scelte considerate un po’ folli. IEG ora è la seconda fiera turistica italiana per dimensione di quartieri di proprietà, società quota in Borsa che dal gennaio 2024 a oggi più 140% del proprio titolo”.
10: 52 - Sale sul palco il presidente IEG, Maurizio Ermeti: “Dobbiamo guardare al domani e oggi è il nostro Sanremo del turismo. Voglio ringraziare tutti quanti voi per una giornata in cui vogliamo parlare di turismo tenendo l’asticella del confronto piuttosto alta. Nel turismo - continua - è giunto il tempo di rompere qualche schema consueto, abitudinario, se si vuole veramente innovare. Non dobbiamo temere il tempo del pensiero folle”.
10:51 - Calì: “Un momento di pensiero, di confronto, di approfondimento che vuole dare nuovi stimoli al mercato. Altro aspetto interessante sono le voci, ci saranno speaker di settore ed extrasettore, tutti porteranno la loro parola”.
10:50 - Dopo il video ispirazionale, che sintetizza il tema della giornata sale sul palco Calì: “Coniugare uno strumento antico con il futuro è la chiave di questo TTG Day, sarà una giornata che dovrà essere da stimolo sulle nuove iniziative da intraprendere per approcciare in maniera audace un mercato sempre più dinamico”.
10:48 - Protagonista a Sanremo nella serata delle cover: “Portare un’arpa sul palco della musica contemporanea italiana è stato importante per il mio percorso”. L’artista ha quasi finito l’album che conterrà anche un brano con Iggy Pop.
10:38 - Inizia la suggestiva performance di Kety Fusco, definita la ‘Giovane regina dell’arpa elettrica’: un’ispirazione artistica in cui arpa classica ed elettronica convivono armoniosamente. Un viaggio oltre i confini convenzionali di uno degli strumenti più antichi.
10:35 - Mancano pochi minuti all’inizio di TTG Day, la sala dell’auditorium si sta riempiendo. Sta per esibirsi Kety Fusco, un’artista ritenuta una rivoluzionaria nel mondo della musica per arpa, una musicista che incarna alla perfezione il concetto di pensiero folle, che sarà il tema della giornata...