Il curioso caso di Italian Way, l'hotel diffuso di lusso che piace a Milano

di Claudia Cabrini
10/01/2017
12:59
 

"Al momento sono 300 gli appartamenti che abbiamo in gestione. Vorremmo ampliare il piano di crescita arrivando a garantirne almeno 400 entro fine anno". Davide Scarantino, socio fondatore di Italian Way, racconta così gli obiettivi della startup, aperta con il collega Gianluca Bulgheroni due anni fa con lo scopo di diventare il più grande albergo diffuso della città di Milano.

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Un affitta camere di lusso che ad una clientela per il 70 per cento business ed internazionale propone a Milano appartamenti full optional per brevi periodi, con tutti i servizi dell'alta qualità alberghiera inclusi.

Servizi a 5 stelle
Un giro d'affari, quello di Italian Way, che promette bene dopo la chiusura del 2016 con oltre 3,5 milioni di fatturato. Molti i servizi a cinque stelle offerti su richiesta del cliente, fra cui anche personal shopper, chef a domicilio, animazione a domicilio per i più piccoli e servizi spa.

Un nuovo modo di intendere il luxury travel, ma anche il principio della sharing economy, che qui si fondono con la comodità di un'abitazione in pieno centro a Milano. Come spiega lo stesso Scarantino, infatti, "la nostra è una clientela che punta al lusso e anche al relax. Anche per questo offriamo un servizio alberghiero professionale con cucine totalmente equipaggiate, accoglienza del cliente dall'arrivo alla partenza e un ottimo collegamento ai mezzi di trasporto pubblici della città".

"Apriremo anche al direct booking, ma solo superata la soglia dei 400 appartamenti in locazione. Per il momento, continuiamo a concentrarci sul nostro principale obiettivo: il totale appagamento del cliente, con il quale interagiamo singolarmente ogni giorno e che speriamo riesca a vivere da local anche a Milano" conclude Scarantino.


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