Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il turismo di lusso in Italia gode di buona salute. E sembra destinato a un 2025 di grandi soddisfazioni, non fosse per un piccolo tarlo che si sta insinuando nei forecast dei gruppi alberghieri: il mercato americano sembra essere in attesa, non ha la spinta che ci si attendeva.
“Il mercato Usa è rallentato, stanno aspettando di capire cosa succederà – spiega Natalie Rucellai, vice president PR & Communications di Rocco Forte Hotels -. Le scelte del nuovo governo Trump stanno creando una posizione attendista nella clientela a stelle e strisce. Arriveranno, ma ci si attende una maggiore prenotazione in last minute, e questo crea dei problemi sui forecast”. A confermare una attesa un po’ prolungata è anche Guendalina Dal Pozzo D’Annone, sales & marketing manager di Castello Dal Pozzo sul lago Maggiore: “Il mercato Usa in effetti non sta decollando, almeno per noi. E questo è un problema”.
Con varie sfumature, più o meno preoccupate, anche altre strutture high level italiane segnalano a TTG Luxury un atteggiamento attendista da parte del traffico americano nel corso di Duco, in svolgimento in questi giorni a Milano.
Il Castello di Reschio, in Umbria, ha un mix di clientela che lo mette al riparo dall’eventuale rallentamento di un mercato, ma non per questo non nota una certa lentezza: “Abbiamo una clientela mista, con traffico proveniente dal Regno Unito, dalla Germania e dalla Francia – spiega Alessandra Baldeschi Balleani, Pr & communications per Reschio – ma gli Usa sembrano essere in effetti un po’ in attesa”.
C’è chi se lo spiega come un fattore legato alla destinazione: “Il mercato statunitense predilige Amalfi, Roma, la Sicilia – dice Alberto Liparoti, director of sales leisure di Castelfalfi -. Vengono anche in Toscana, ma non sono il primo mercato, per cui una loro eventuale attesa non la percepiamo dai dati. Va detto che si sono aperte anche destinazioni concorrenti, come il Giappone e quest’anno anche la Thailandia per l’effetto White Lotus, quindi potrebbe essere fisiologico uno spostamento seppur leggero di flussi”. E chi, invece, vede il last minute sugli Usa come una sorta di ‘tradizione’: “Napoli per il mercato Usa è una destinazione tradizionalmente legata al last minute – spiega Giovanni Avallone, direttore e proprietario del Grand Hotel Parkers di Napoli, appena entrato in Relais & Chateaux – per cui per noi nulla di nuovo. In più quest’anno abbiamo molti voli dagli Usa su Napoli, quindi ci attediamo un incremento di presenze”.
Business as usual anche al Forte Village: “Gli Stati Uniti sono in linea con lo scorso anno – spiega Paolo Mancuso, group projects & business development director -. Forse non c’è anticipo di prenotazione, ma noi non notiamo cali. Anzi. Forse la Sardegna viene percepita come una destinazione relativamente ‘nuova’ e questo ci favorisce”.
Buone le notizie che arrivano anche dal Furore Grand Hotel in Costiera e dall’hotel La Medusa a Castellamare. “Le prenotazioni stanno andando bene e la stagione sembra promettere bene - dice il proprietario, Pietro Irollo De Lutiis -. Quest'anno con l'inserimenti di voli diretti su Napoli da parte di American Airlines da Philadelphia e Chicago ci aspettiamo buoni risultati dall’Illinois che già stanno arrivando ed anche dalla Pennsylvania che riteniamo potranno arrivare in corso di stagione. La booking window è buona ed entrambe le strutture sono avanti con il volume del prenotato rispetto all'anno precedente di almeno un 50%, che è fisiologico per Furore Grand Hotel essendo ormai questa la seconda stagione, mentre per La Medusa è un 60% avanti rispetto all'anno precedente, che è un dato che ci fa ben sperare in un aumento significativo della clientela americana-canadese ed australiana. Questo si deve ai notevoli investimenti in attività commerciale e di marketing. Sono mercati importanti e di riferimento per noi e per tutta l'area costiera amalfitana e sorrentina”
Bene, anzi, benissimo l’andamento per Simone Giorgi, direttore del Park Hyatt Milan: “Noi siamo un gruppo americano, quindi per noi il traffico Usa è uno dei principali. E registriamo un ottimo andamento, con la ripartenza anche di parte dell’Est Europeo che si era bloccato per la guerra in Ucraina”.
Positivo anche il riscontro da Roma: “Il mercato americano ha cominciato a prenotare la stagione verso la fine di gennaio, più o meno in linea con gli altri anni - spiega Micol Zarfati, director sales & marketing Palazzo Ripetta -, anche se diverse prenotazioni erano sorprendentemente arrivate già negli ultimi mesi del 2024, soprattutto per le camere famigliari”.
Un quadro non omogeneo, quindi, che non permette però di stare seduti a guardare: anche il mondo luxury italiano quest’anno dovrà tirare fuori gli artigli.