Il commento del direttore
Remo Vangelista
Bene la proroga, meno il provvedimento. Accoglie così Federalberghi Veneto il rinvio della scadenza per la stipula obbligatoria delle polizze catastrofali delle imprese, approvato lo scorso 28 marzo dal Consiglio dei Ministri.
L’associazione esprime soddisfazione, ma avanza una perplessità sul testo della norma. “Vista la confusione in cui riversava questa normativa - afferma in una nota il presidente Massimiliano Schiavon -, una proroga era più che necessaria. Inoltre dimostra ancora una volta la bontà del lavoro di Federalberghi, tra le associazioni più attive nel condurre il contraddittorio con politica e pubbliche amministrazioni. Ora però è importante che si lavori anche per modificare il contenuto della legge: per com’è scritta attualmente, aumenta i costi per le imprese del turismo senza aumentare le coperture reali in casi di eventi catastrofali”.
“Il problema” continua Schiavon “riguarda da vicino il Veneto. Trattandosi di una regione caratterizzata da una grande eterogeneità di turismi, è fondamentale che le polizze assicurative coprano disastri naturali che possano effettivamente capitare nei luoghi in questione. Non ha senso, per esempio, che un albergo sulla costa paghi per le frane e invece non sia coperto per le mareggiate”.
Un nodo cruciale, segnala l’associazione, riguarda proprio le catastrofi provocate dal mare, su cui l’attuale normativa non offre una protezione adeguata, un problema viste le problematiche di Venezia legate all’acqua alta.
Altro aspetto da chiarire è poi la competenza del costo della polizza nei casi in cui sussista un rapporto tra locatori e locatari: “Al momento non si capiscono ancora nel dettaglio le responsabilità specifiche delle parti in gioco - rimarca il presidente di Federalberghi Veneto -. Questa incertezza interpretativa va risolta, perché è impensabile che entrambe siano trattate alla stessa maniera”.
“È giusto che norme come quella sulle polizze catastrofali ci siano, ma solo se si rivelano davvero utili. In caso contrario - continua Schiavon -, rischiano di appesantire inutilmente gli oneri a carico degli imprenditori. E, alla luce dei costi che le imprese turistiche devono già affrontare, questa legge ha bisogno di essere rivista per risultare effettivamente funzionale”.