Il commento del direttore
Remo Vangelista
Contrordine: Roma non fa il pieno di turisti con il Giubileo. I primi dati sull’anno che avrebbe dovuto bruciare tutti i record sono nettamente al di sotto delle aspettative. Lo ha affermato pochi giorni fa Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, parlando di un dicembre e un gennaio non solo senza crescita, ma anche al di sotto dell’anno precedente.
Sulla stessa linea Alessandra Priante presidente di Enit, che ha sottolineato: “Ci si aspettava flussi importanti, che ci sono, ma la verità è che abbiamo ripetuto talmente troppe volte che sarebbero stati numeri enormi, che abbiamo creato l’effetto panico”.
Il Giubileo allora è un flop dal punto di vista turistico? Rischioso, in questi casi, passare a conclusioni affrettate. Il fatto è che si sta ripetendo, di fatto, lo stesso copione delle Olimpiadi di Parigi. Anche la Capitale francese, nell’anno in cui avrebbe dovuto registrare il tutto esaurito, si è mantenuta al di sotto delle stime.
Il peso degli eventi
Più che ragionare sul Giubileo, dunque, la riflessione potrebbe coinvolgere l’intero comparto dei grandi eventi. Per decenni, gli appuntamenti internazionali erano una calamita per i turisti, che concentravano i viaggi proprio sulle destinazioni al centro dei riflettori.
Ma ora lo scenario del turismo è completamente cambiato: siamo negli anni del sovraffollamento delle mete, della lotta per accaparrarsi i seggiolini degli aerei, dell’impennata del turismo dopo gli anni bui della pandemia. E molte destinazioni, più che ad attirare nuovi turisti, stanno lavorando per selezionarli.
I grandi eventi, nell’immaginario dei turisti, portano ad un aumento degli arrivi. E molti viaggiatori preferiscono evitare di visitare le città in concomitanza di appuntamenti che potrebbero congestionare vie, strade ed attrazioni.
Per assurdo, il tutto si traduce in un minor afflusso di pubblico.
Questo non significa ovviamente che i grandi eventi non siano un traino per il turismo: la loro funzione promozionale e di ‘vetrina’ continua a essere indiscutibile.
Ma sicuramente gli scenari stanno cambiando. E anche il settore del travel dovrà fare i conti con un nuovo modo di vedere i grandi appuntamenti internazionali.