Il commento del direttore
Remo Vangelista
Boston capitale dell’inclusione e dell’innovazione. A quasi 400 anni dalla fondazione (1630) e a 250 dalla Proclamazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, anniversario che coinciderà con l’organizzazione della 2026 Fifa World Cup, la culla culturale del Massachusetts continua a tenere alta la bandiera del sogno americano, grazi anche ai 3 milioni di arrivi internazionali ogni anno (di cui 60mila italiani).
“Con circa 160mila studenti su una popolazione complessiva di 700mila abitanti - hanno spiegato in visita a Milano Alia Hamada Forrest e Martha Sheridan, rispettivamente director of business strategy for the Mayor’s office of economic opportunity and inclusion e ceo Meet Boston - la città si distingue negli USA per la sua forte capacità attrattiva su chi è in cerca di nuove idee, ma anche di nuovi modelli di fare comunità e impresa. Quasi il 50% degli arrivi è non a caso legato al business travel, spinto da oltre 60 congressi annuali organizzati nei due convention center presso il waterfront e Back Bay. Ciò nonostante, il turismo europeo e italiano mostra di essere legato ancora a vecchi cliché, riducendo Boston alla visita del suo centro storico lungo il Freedom Trail, o a gate per accedere ai sei Stati confinanti”.